Antincendio

Tutti speriamo di non usarli, ma è importante averli

Le norme antincendio sono parte integrante della normativa sulla sicurezza e conoscerle è fondamentale per la tua impresa: per gli obblighi che la legge impone ma soprattutto per la salvaguardia quotidiana di te stesso, dei lavoratori e della tua azienda.

La normativa vigente classifica il livello di rischio di incendio delle imprese in base alle loro dimensioni e caratteristiche.

Le attività sono differenziate su tre classi di rischio:

ATTIVITÀ A RISCHIO DI INCENDIO ELEVATO

Rientrano in questa fascia le seguenti attività (elenco non esaustivo):

ATTIVITÀ A RISCHIO DI INCENDIO MEDIO

Rientrano in questa fascia le attività non rientranti nel precedente elenco e soggette al D.P.R. 151/2011 ovvero (elenco non esaustivo):

ATTIVITÀ A RISCHIO DI INCENDIO BASSO

Rientrano in questa fascia le attività non rientranti nei precedenti elenchi ovvero tutti quei luoghi ove sono presenti sostanze scarsamente infiammabili, dove le condizioni di esercizio offrono scarsa possibilità di sviluppo di focolai e ove non sussistono probabilità di propagazione delle fiamme

Corso antincendio: cos’è, a cosa serve e chi lo deve fare?

Parte fondamentale della normativa antincendio è la formazione del personale e degli addetti alla sicurezza aziendale, soprattutto se si lavora in ambienti classificati con il rischio medio e alto.

Secondo il Decreto Legislativo 81/08 il datore di lavoro deve designare uno o più lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e gestione delle emergenze e per legge deve assicurare la formazione antincendio ai dipendenti designati a ricoprire tale ruolo.

La durata complessiva del corso di formazione e addestramento varia a seconda del livello di rischio:

Il Corso Antincendio insegna a gestire le emergenze in azienda, attivare le corrette procedure di evacuazione, intervenire in caso di principio di incendio con gli estintori e a conoscere i sistemi di spegnimento come naspi ed idranti.

In tutti i casi i lavoratori devono superare un test finale che permetterà all’azienda di ricevere l’attestato per addetto antincendio.

Il certificato prevenzione incendi: cos’è e quando è obbligatorio?

Il certificato di prevenzione incendi, abbreviato con l’acronimo CPI, è un certificato che attesta che l’azienda in questione rispetta quanto stabilito dalla normativa il sulla prevenzione degli incendi, e che quindi sia in possesso requisiti di sicurezza antincendio previsti.

Il CPI viene rilasciato dal comando provinciale dei vigili del fuoco a seguito di un sopralluogo di verifica atto a verificare:

Il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione incendi
La sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio nei locali, attività, depositi, impianti ed industrie pericolose, individuati in relazione alla detenzione ed all’impiego di prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti.

Il CPI è necessario solo per alcune aziende e resta valido per 5 anni al termine dei quali bisognerà procedere ad inviare richiesta di rinnovo periodico di conformità antincendio.

Quando è obbligatorio?

Non per tutte le imprese il CPI è obbligatorio, nello specifico l’elenco delle attività soggette è indicato nell’Allegato 1 al DPR 151/2011, che si compone di una lista delle 80 attività considerate a maggior rischio in caso d’incendio.

Le attività sono a loro volta divise in 3 categorie in base a:

In funzione di questi criteri le aziende potranno quindi appartenere alla Categoria A, bassa pericolosità, Categoria B media pericolosità e Categoria C, alta pericolosità.

Categoria A

non è obbligatorio chiedere ai VVF la valutazione del progetto. I sopralluoghi da parte dei VVF sono effettuati a campione; in caso di effettuazione del sopralluogo il titolare dell’attività può richiedere il rilascio del verbale di visita tecnica. Si tratta di attività normate, ovvero dotate di “regola tecnica”, e con un limitato livello di complessità

Categoria B

è obbligatorio chiedere ai VVF la valutazione del progetto. I sopralluoghi da parte dei VVF sono sempre effettuati a campione; in caso di effettuazione del sopralluogo il titolare dell’attività può richiedere il rilascio del verbale di visita tecnica. Si tratta di attività presenti nella categoria A (dotate di “regola tecnica”) ma con un maggiore livello di complessità oppure di attività sprovviste di regola tecnica, ma con livello di complessità inferiore rispetto alla successiva categoria C;

Categoria C

è obbligatorio chiedere ai VVF la valutazione del progetto. I sopralluoghi da parte dei VVF sono effettuati obbligatoriamente, al termine dei quali viene rilasciato il Certificato di Prevenzione Incendi. Si tratta di attività con alto livello di complessità, indipendentemente dalla presenza di una “regola tecnica”.

Procedure per richiedere il cpi

L’obbligo di richiedere il CPI nelle attività soggette ricade sul titolare che dovrà provvedere a presentare istanza ai Vigili del Fuoco prima di iniziare l’attività lavorativa, chiedendo il controllo di prevenzione incendi, inoltrando la seguente documentazione:

Cosa facciamo noi per te?